RIPARTE LA LOTTA A MIRAFIORI!
E’ IL CAPITALE CHE DEVE PAGARE LA CRISI!
Contro le conseguenze della crisi capitalistica gli operai di Mirafiori hanno incrociato le braccia e dato vita ad un corteo interno per dire: “Non ci faremo chiudere!”.
Il volto del capitalismo si rivela ogni giorno di più nella sua brutale realtà. La vita è diventata più difficile per i lavoratori: licenziamenti, cassa integrazione da 750-800 euro al mese, altri tagli al salario, liquidazione dei servizi pubblici... a fare i sacrifici sono sempre e solo i proletari, mentre i borghesi proseguono nei loro affari speculativi, vivono nel lusso e nello sperpero, con i conti blindati nei paradisi fiscali.
E il loro comitato di affari, il governo reazionario di Berlusconi, che fa? Tutela profitti dei monopoli e ricchezze di una minoranza insaziabile, elimina conquiste e diritti ottenuti a prezzo del nostro sangue, distrugge i contratti nazionali con la complicità dei sindacati “collaborativi”, divide il movimento operaio. E di fronte a 60 mila licenziamenti annunciati alla Fiat mette sul piatto una manciata di spiccioli.
La lotta che è esplosa a Mirafiori è solo l’inizio. La rabbia operaia è sacrosanta e deve essere amplificata. Non deve essere la classe operaia a pagare la crisi, ma i suoi responsabili, i capitalisti e il governo!
E’ finito il tempo delle promesse e delle illusioni. Le misure immediate da rivendicare sono chiare, a cominciare dal blocco generale dei licenziamenti, dall’estensione di tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali con salario coperto al 100%. I soldi si trovano facendo pagare i padroni, i ricchi, i preti, i parassiti, i privilegiati come quelli che siedono nei consigli d’amministrazione e nelle aule parlamentari!
Questo dobbiamo sostenere scioperando e scendendo tutti in piazza il 13 febbraio a Roma, impattando frontalmente con la realtà politica borghese.
Altrettanto chiaro deve essere che esiste una sola alternativa alla crisi del capitalismo: fabbriche, aziende agricole, compagnie di trasporti, banche, debbono essere di proprietà di tutta la collettività, non di un pugno di sfruttatori. Debbono essere interamente nazionalizzate e gestite secondo un piano economico sotto il predominio politico del proletariato per assicurare lavoro, benessere e sicurezza sociale a tutti i lavoratori.
E’ questa coscienza di classe che deve crescere nelle lotte odierne assieme alla organizzazione della parte più avanzata della classe operaia in partito comunista.
29 gennaio 2009 Piattaforma Comunista